Terrorismo

Caso Regeni: “gli Usa informarono Renzi”

Il caso Regeni, la vicenda dello studente italiano trucidato al Cairo nel 2016 in circostanze tanto drammatiche quanto oscure, riesplode a metà agosto 2017 quando l’autorevole quotidiano New York Times scrive che le autorità americane informarono il governo italiano allora guidato da Matteo Renzi che i dirigenti egiziani contrariamente a quanto lasciato intendere erano a conoscenza delle circostanze della morte del giovane.

Lo studente universitario Giulio Regeni, nato a Trieste il 15 gennaio 1988, fu rapito al Cairo, dove si trovava per ragioni di studio, il 25 gennaio 2016 e il suo corpo fu ritrovato con numerosi segni di torture il 3 febbraio successivo.
La rivelazione del quotidiano avviene all’indomani dell’annunciato ritorno dell’ambasciatore italiano in Egitto dopo un’assenza di parecchi mesi dovuta al deteriorarsi delle relazioni italo-egiziane in conseguenza dell’atteggiamento giudicato evasivo degli inquirenti egiziani incaricati di far luce sull’assassinio in collaborazione con gli inquirenti italiani.

La rivelazione serve anche a dare nuovo slancio ai sospetti di quanti in Italia ritengono che l’Eni abbia sotterraneamente favorito il riavvicinamento fra i due paesi nonostante la mancanza di progressi nelle indagini per difendere i propri interessi nello sfruttamento di un gigantesco giacimento di gas naturale individuato mesi prima dai tecnici italiani in acque territoriali egiziane.
Ma a spiegare il mutato, più accomodante atteggiamento italiano nei riguardi del Cairo vi è anche l’importante ruolo che l’Egitto può svolgere per il contrasto del traffico di esseri umani dalla confinante Libia verso l’Italia, giunto a livelli giudicati insostenibili a Roma.

Il caso Regeni viene ricostruito in un lungo e dettagliato servizio pubblicato dal magazine del NYT a firma del giornalista Declan Walsh. Molti dei fatti rievocati sono noti, ma un passaggio suscita scalpore a Roma: “Quello che gli americani sapevano per certo l’hanno detto agli italiani, cioè che la leadership egiziana era pienamente consapevole delle circostanze riguardanti la morte di Regeni”. Parlando con il giornalista un funzionario dell’amministrazione Obama – di cui non viene fatto il nome – ha affermato: “Non avevamo dubbi che questo fosse noto molto in alto” aggiungendo: “non so se fossero responsabili. Ma sapevano. Loro sapevano”.

Welsh ha poi parlato con altri due funzionari dell’ amministrazione Obama – anche loro lasciati nell’ anonimato – venendo così a sapere che gli americani erano giunti in possesso di “informazioni di intelligence esplosive dall’Egitto: prove del fatto che funzionari della sicurezza egiziana avevano rapito, torturato e ucciso” il ricercatore italiano e che, “su raccomandazione del dipartimento di Stato e della Casa Bianca, gli Stati Uniti passarono queste conclusioni al governo Renzi”.

“Avevamo prove incontrovertibili della responsabilità ufficiale egiziana” hanno detto gli ex funzionari. Ma per evitare di identificare la loro fonte, gli americani non condivisero per intero le informazioni di intelligence, né dissero all’Italia quale agenzia di sicurezza ritenevano fosse dietro alla morte di Regeni.

A Roma la rivelazione non viene commentata a livello ufficiale e in silenzio rimane anche Matteo Renzi, restato alla guida del PD dopo aver rassegnato le dimissioni da presidente del consiglio all’indomani della sconfitta al referendum costituzionale del dicembre 2016. Si preferisce usare lo strumento di “fonti” citate dalle agenzie di stampa le quali fanno sapere di non aver mai ricevuto dagli Usa «elementi di fatto, né tantomeno “prove esplosive”», come peraltro lasciato intendere dallo stesso Welsh. Non manca chi giudica “debole” e “parziale” la smentita italiana.

Stando a quanto scritto da Walsh l’articolo, alcuni funzionari di Obama avevano maturato il convincimento che qualcuno “di alto grado” del governo egiziano potesse avere ordinato l’uccisione di Regeni “per mandare un messaggio ad altri stranieri e governi stranieri, cioè di smettere di giocare con la sicurezza dell’Egitto”.

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