Terrorismo

Mali: diversi morti in sparatorie nel nord

Uomini armati di pistola hanno attaccato una base di peacekeeping delle Nazioni Unite nella città di Timbuctù, nel Nord del Mali, uccidendo sette persone, tra cui cinque guardie di sicurezza maliane, un gendarme e un civile. Fonti dell’Onu riferiscono il 14 agosto 2017 che si tratterebbe di un’azione di matrice jihadista: comunque nessuno tra i movimenti filo-Isis presenti nel nord del Mali ha, al momento, rivendicato le azioni. Secondo altre fonti alcuni degli assalitori sarebbero stati «neutralizzati».

«Un attacco è stato lanciato contro uno dei nostri campi in Timbuctù da parte di uomini sconosciuti con mitragliatrici», ha detto Radhia Achouri, portavoce della missione di pace dell’Onu, al telefono all’agenzia di notizie britannica  Reuters. Il portavoce dell’esercito del Mali, Selon Diaran Kone, ha dichiarato che la sparatoria  si è conclusa  con la fuga degli assalitori,  quattro dei quali sono stati uccisi.

In precedenza, sempre in giornata, era stata anche attaccata la base delle Nazioni Unite a Douentza nella regione centrale del Mali, dove erano stati colpiti a morte un casco blu, di cui non è stata resa nota la nazionalità e un soldato maliano, oltre che due assalitori. Gli incidenti più gravi più tardi a Timbuctù, dove le forze dell’Onu hanno dovuto impiegare anche elicotteri per disperdere gli avversari e le sparatorie sono durate a lungo, con un bilancio ancora provvisorio di vittime.

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