Terrorismo

Iraq: annunciata liberazione Mosul da Isis

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi è giunto oggi, domenica 9 luglio 2017, a Mosul per proclamarvi la “vittoria” delle sue truppe sulle milizie dello Stato Islamico dopo otto mesi di combattimenti e per certificare la fine di tre anni di dominio jihadista sulla città settentrionale, la terza del paese (dopo Baghdad e Bassora) per numero di abitanti, in tempo di pace.

La battaglia ha ridotto Mosul ad un cumulo di macerie, è costata la vita a migliaia di civili e ha costretto quasi un milione di persone a cercare rifugio altrove.

“Il comandante in capo delle forze armate [e primo ministro] Haider al-Abadi è giunto nella città liberata di Mosul e si è congratulato con gli eroici combattenti e con il popolo iracheno per la grande vittoria”, ha comunicato l’ufficio dewl primnop ministro con una nota diffusa quello stesso giorno.

L’annuncio è stato fatto nonostante si abbiano notizie di ulteriori, intensi combattimenti attorno alle ultime roccaforti dell’Isis in città.

Cadaveri di miliziani giacciono nelle viuzze della città vecchia dove lo Stato Islamico ha tentato un’ ultima resistenza contro le forze irachene appoggiate una una coalizione internazionale a guida statu7nitense.

I jihadisti si erano detti pronti a battersi fino alla morte a Mosul ma il portavoce militare iracheno, generale Yahya Rasool, ha detto alla televisione nazionale che 30 miliziani sono stati uccisi mentre tentavano di fuggire attraversando a nuoto il fiume Tigri che taglia in due la città.

I miliziani ormai circondati si erano serviti anche di donne kamikaze, inviate in missione fra le migliaia di civili che stanno emergendo dal campo di battaglia feriti, denutriti e terrorizzati.

La battaglia è costata sacrifici pesanti anche alle forze di sicurezza irachene. Il governo di Baghdad non rende noti i dati riguardanti le perdite subite ma in una richiesta di finanziamenti avanzata dal Dipartimento della Difesa statunitense (DoD) si afferma che il servizio antiterrorismo iracheno, punta di diamante dei combattimenti a Mosul, ha perso il 40% degli affettivi.

Gli Stati Uniti guidano una coalizione internazionale che sostiene la campagna contro l’ Isis eseguendo incursioni aeree contro i miliziani jihadisti e assistendo i reparti di terra iracheni. Il Dod ha avanzato la richiesta di 1,27 miliardi di dollari (oltre un miliardo di euro) per continuare ad assistere anche nell’anno prossimo le forze irachene.

Persa Mosul – di gran lunga la città più importante caduta nelle mani dei jihadisti – il dominio dell’Isis si ridurrà al controllo di aree prevalentemente rurali e desertiche ad ovest e a sud della città dove vivono decine di migliaia di persone.

Sono trascorsi quasi esattemente tre anni da quando il leader dell’organizzazione terroristica Abu Bakr al-Baghdadi proclamò l’istituzione di un califfato che si estendeva fra la Siria e l’Iraq rivolgendosi ai fedeli riuniti nella moschea medioevale di al Nuri. La moschea è stata riconquistata la settimana scorsa dall’esercito ireacheno ma solo dopo che i miliziani in ritirata l’avevano fatta saltare in aria.

Le Nazioni Unite hanno stimato che la ricostruzione delle sole infrastrutture di base di Mosul costerà oltre un miliaredo di dollari. Ma in alcune delle aree cittadine più duramente colpite, quasi nessun edificio sembra essere rimasto indenne e la densità abitativa della città induce a ritenere, secondo funzionari dell’Onu consultati dall’agenzia di notizie britannica reuters, che l’ampiezza delle devastazioni sia stata sottostimata.

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